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Dalla rete lettera schok di un pedofilo ai bambini

“ Probabilmente qualcuno ti ha detto che puoi dire di no. Bene, ricorda soltanto una cosa : se puoi dire di no, puoi anche dire di si “ . “ Se ti senti di fare qualcosa hai il diritto di farlo. Sei tu che puoi scegliere. “ Ed ancora : “ Talvolta gli amici con i quali ti diverti ti chiedono di non raccontare agli altri quello che avete fatto insieme. Questo capita spesso quando i tuoi amici sono degli adulti . Il motivo di ciò è semplice : se la gente scopre che hai fatto delle cose con un amico adulto, o con una amica adulta, può farlo andare in prigione e rovinargli la vita “.Questa lettera è indirizzata ai bambini da un pedofilo italiano con nome di copertura The Slurp, sulle cui tracce la polizia telematica era da tempo, grazie alle denunce fatte da Don Fortunato di Noto con la sua Associazione, ed il Ciatdm . La lettera era comparsa in rete nel 1996 su un sito denominato Fronte di Liberazione dei Pedofili fortunatamente chiuso perché era stato aperto su un server italiano.
La lettera prosegue poi così : “ Sai poi cosa capita a te quando la gente lo scopre ? Vai in terapia .
Terapia vuol dire che devi sottostare a qualcuno che cercherà di convincerti che tutto quello che hai fatto con il tuo amico è stata una cosa orribile e che il tuo stesso amico è una persona orribile . Possono persino darti delle medicine per calmarti. Diventi una persona malata “.

Una lettera che ancora oggi lascia l’amaro in bocca, e che spiega bene non solo il delirante messaggio che The Slurp mandava ai bambini, ma una lettera che spiega bene le tecniche persuasive che i pedofili usano quando vogliono raggiungere un bambino .

I genitori dovrebbero stare molto attenti quando i loro figli navigano, e, non dovrebbero mai lasciarli navigare da soli, né tanto meno mettere il pc nella loro cameretta.

Messaggi di questo tipo che arrivano dalla rete sono all’ordine del giorno, specie nelle chat, i pedofili sono bravi ad adescare con la manipolazione i bambini, a carpire loro un’incontro al buio con la promessa di un regalo, di soldi o di ricariche per il cellulare riescono sempre nel loro intento.

Tante sono però ancora oggi le Associazioni di pedofili che agiscono indisturbate nella rete con siti che inneggiano alla pedofilia, e questo, grazie al fatto che non vi è un trattato mondiale che regolamenti la rete, né esistono accordi bilaterali tra gli Stati per contrastare la piaga della pedofilia e pedopornografia online, ed intanto queste Associazioni, i pedofili prolificano nella rete con i loro abietti ed aberranti messaggi rivolti ai bambini . Vi è ancora molto da fare, sebbene tanto sin qui è stato fatto, ma, tante sono le cose che non sono state fatte e che credo vadano fatte.

Penso ad esempio ad un registro telematico dei pedofili e degli abusanti condannati per abusi e violenza sessuale in danno dei minori. Un registro che però non deve essere pubblico, che serva non solo alle forze inquirenti, ma anche alle prefetture affinché unitamente ai Comuni organizzi sistemi di sorveglianza in tutti i luoghi frequentati dai bambini.

Penso inoltre all’attivazione di sistemi di comunicazione alle famiglie così come viene fatto in America, e cioè , inviare alle famiglie una comunicazione in cui le si mette a conoscenza (senza fare i nomi) della presenza di pedofili sul territorio comunale. Soprattutto occorre fare prevenzione, perché la prevenzione è la miglior cosa che si possa fare.


Aurelia Passaseo

17 settembre 2011



 
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